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Perché Spock non è razionale

Il personaggio di Star Trek Mr. Spock non è l’esempio di logica e razionalità che potreste pensare. È invece un “uomo di paglia” della razionalità usato per dimostrare (in modo incorretto) che l’irrazionalità, e le emozioni, umane sono meglio della logica.

Ecco una scena tipica:

McCoy: Bene, Mr. Spock, [gli alieni] non sono rimasti terrorizzati molto a lungo, no?

Spock: Una reazione completamente illogica. Quando abbiamo dimostrato le nostre armi superiori, se ne sarebbero dovuti andare.

McCoy: Intende dire che avrebbero dovuto rispettarci?

Spock: Naturalmente!

McCoy: Mr. Spock, il rispetto è un processo razionale. Non ha mai pensato che avrebbero potuto reagire emotivamente, con rabbia?

Spock: Dottore, non sono responsabile della loro imprevedibilità.

McCoy: Erano perfettamente prevedibili, a chiunque avesse delle emozioni! E potrebbe ammetterlo, Mr. Spock: è la sua preziosa logica che l’ha portata qui!1

Naturalmente, non c’è niente di logico nell’aspettarsi che degli esseri non logici agiscano logicamente. Spock aveva tutte le prove che gli alieni fossero capaci di emozioni, quindi aspettarsi che si comportassero razionalmente era per diretta conseguenza irrazionale!

Ho preso questo esempio dal racconto di Julia Galef “The Straw Vulcan.”2 Il secondo esempio di “razionalità dell’uomo di paglia,” o Hollywood Rationality, è l’idea che non si dovrebbe prendere alcuna decisione finché tutte le informazioni necessarie non sono disponibili. Anche questo appare in Star Trek. Una gigante ameba spaziale appare non lontano dall’Enterprise, e Kirk chiede a Spock di analizzarla. Spock risponde, “Non ho fatto analisi a causa di informazioni insufficienti… I computer non contengono nessuna informazione a riguardo. Va al di là della nostra esperienza, e la nuova informazione non è ancora significativa.”3

A volte è razionale cercare ulteriori informazioni prima di agire, ma altre volte è necessario agire sulla sola base di quel che credete di sapere. Devi ponderare il costo di ottenere altre informazioni con il valore atteso di quell’informazione. Considerate un altro esempio di Gerd Gigerenzer, su un uomo che sceglie che donna sposare:

Dovrebbe ponderare le varie probabilità – e utilità attesa – di sposarsi con ciascuna di esse. Valutare se la donna gli rivolgerà ancora la parola dopo essersi sposati, se si prenderà cura dei suoi bambini, se lei è importante per lui…. Dopo molti anni di ricerca probabilmente finirebbe per scoprire che la sua scelta finale aveva già sposato un’altra persona che non aveva fatto tutti questi calcoli, e si era semplicemente innamorato di lei.4

Un tale comportamento è irrazionale, un’incapacità di fare il corretto calcolo del valore dell’ informazione.

Il terzo esempio di Galef sulla Hollywood Rationality è il principio errato che “essere razionali significa non affidarsi mai all’intuizione.” Per esempio, in un episodio di Star Trek, Kirk e Spock stanno giocando degli scacchi tridimensionali. Quando Kirk dà scacco matto a Spock, Spock dice, “Il suo approccio illogico agli scacchi a volte ha i suoi vantaggi, Capitano.”5

Ma qualcosa che vi fa vincere a scacchi non può essere irrazionale (dal punto di vista della vincita a scacchi). Se un qualche metodo vi farà vincere a scacchi, allora quello è il metodo che una persona razionale userebbe. Se l’intuizione vi darà risultati migliori del ragionamento lento, deliberato, allora razionalmente dovreste usare l’intuizione. E a volte è così, per esempio se hai sviluppato una buona intuizione dopo migliaia di partite e stai giocando a una partita-lampo, che non vi permette di pensare a tutte le implicazioni di ogni possibile mossa usando un ragionamento deliberativo.

Il quarto principio di Galef della Hollywood Rationality è che “essere razionale significa [non avere] emozioni.”

Per essere chiari, le emozioni spesso rovinano i nostri tentativi di prendere decisioni e pensare razionalmente. Quando siamo ansiosi, sovrastimiamo i rischi. Quando ci sentiamo vulnerabili, siamo più disposti a credere nelle superstizioni e alle teorie complottiste. Ma questo non significa che una persona razionale dovrebbe tentare di sopprimere ogni sua emozione. Le emozioni sono ciò che creano molti dei nostri obiettivi, e a volte possono aiutarci perfino a raggiungerli. Se vogliamo fare una corsa e bruciare del grasso, e sapete che ascoltare una musica “che vi dà la carica” vi mette in quello stato emotivo eccitato che vi predispone per uscire a correre, allora la cosa razionale da fare è mettere su della musica che vi dia la carica.

Implementata correttamente, la razionalità è “vincita sistematizzata.” La razionalità epistemica riguarda l’avere le convinzioni più probabilmente vere, e la razionalità strumentale significa prendere decisioni che massimizzano le tue possibilità di ottenere quanto più possibile ciò che volete. Nelle parole di Galef, dunque:

Se pensate di agire razionalmente, ma continuate ad ottenere la risposta sbagliata, e a finire in condizioni peggiori da quelle in cui potreste trovarvi, allora la conclusione che dovreste ricavarne non è che la razionalità è male. È piuttosto che voi non ve la cavate tanto bene con la razionalità.6

A breve tornerò sul punto dell’esplosione di intelligenza, ma voglio spendere altri due capitoli sulla razionalità. Esistono leggi del pensiero, e dobbiamo metterci d’accordo su quali siano prima di cominciare a parlare di argomenti scivolosi come l’IA. Altrimenti ci fermeremo a discordare sui fatti solo per scoprire in seguito che siamo in stallo perché non siamo d’accordo sul metodo con cui arriviamo a sapere quali fatti sono corretti.

  1. Oliver Crawford, “The Galileo Seven,” Star Trek: The Original Series, season 1, episode 13, dir. Robert Gist, aired January 5, 1967 (CBS). []
  2. Julia Galef, “The Straw Vulcan: Hollywood’s Illogical Approach to Logical Decisionmaking,” Measure of Doubt (blog), November 26, 2011, accessed November 10, 2012, http://measureofdoubt.com/2011/11/26/the-straw-vulcan-hollywoods-illogical-approach-to-logical-decisionmaking/. []
  3. Robert Sabaroff, “The Immunity Syndrome,” Star Trek: The Original Series, season 2, episode 19, dir. Joseph Pevney, aired January 19, 1968 (CBS). []
  4. Gerd Gigerenzer, “Smart Heuristics,” Edge, March 29, 2003, http://edge.org/conversation/smart-heuristics-gerd-gigerenzer. []
  5. D. C. Fontana, “Charlie X,” Star Trek: The Original Series, season 1, episode 7, dir. Lawrence Dobkin, aired September 15, 1966 (CBS). []
  6. Galef, “The Straw Vulcan,” italics adde []